Le 35 donne palestinesi detenute da Israele hanno iniziato l’ 8.02.2011 lo sciopero della fame come forma di protesta contro la reclusione.
Non si tratta del primo momento di lotta che documentiamo attraverso questo blog infatti, nell’aprile scorso, “la settimana del prigioniero politico” era stata inaugarata dall’inizio di uno sciopero della fame compatto e deciso nelle carceri israeliane.
Le condizioni disumane di detenzione, la privazione dei diritti basilari, la negazione dell’assistenza sanitaria e gli assalti fisici all’interno delle celle spingono le prigioniere, già da due giorni, a proseguiro lo sciopero della fame con le seguenti rivendicazioni: la possibilità di ricevere e effettuare telefonate e quella di ricevere visite, la possibilità di ricevere effetti personali come libri e calze e la garanzia dell’assistenza sanitaria. Continua a leggere

In Cisgiordania, due ragazzi palestinesi uccisi nel giro di 12 ore da coloni israeliani. Il 90% dei casi di violenza a danno di palestinesi resta impunito. Indagini archiviate e un sistema legale che discrimina, che è sempre da una parte sola.
Autoritarismo e dominio, apartheid e sfruttamento, colonialismo e repressione. Non abbiamo mai voluto semplificare con questi termini il costante lavoro di comunicazione che portiamo avanti attraverso il blog, i comunicati, le iniziative, i momenti di piazza e la campagna di boicottaggio. Una comunicazione che abbiamo sempre basato sulle relazioni politiche con chi lotta, dentro e fuori la Palestina, contro il progetto coloniale d’Israele e contro ogni forma di potere che vorrebbe schiacciare la popolazione e chi lotta per la libertà, rifiutando ogni complicità e rifiutando di morire in silenzio.
Sono stato a Gaza nel 2007, ben 51 anni dopo i fatti narr ati da
Circa 4,000 soci e consumatori hanno firmato la petizione “No ai prodotti illegali nella mia Coop” che chiedeva alla Coop di non commercializzare i prodotti provenienti dalle colonie e di interrompere rapporti con quelle aziende che traggono profitti dal regime di occupazione illegale dei territori palestinesi, tra cui l’Agrexco, responsabile della esportazione del 70% dell’ortofrutta illegalmente prodotta nelle colonie israeliane. P