Israele: iniziano le deportazioni di bambini e genitori immigrati

“Siamo tutti immigrati!” è lo slogan della campagna contro la deportazione coatta dei bambini, figli d’immigrati. Uno slogan urlato nelle piazze e nelle strade durante le manifestazioni, uno slogan ripreso dalle tifoserie antirazziste delle squadre di calcio.
In Israele “siamo tutti immigrati” significa molto, tutto, si tratta della messa in discussione del privilegio e della decostruzione delle fondamenta dello stato. Immigrati da tutto il mondo che, appartenendo alla religione ebraica, hanno il diritto alla cittadinanza: è la “legge del diritto al ritorno”. Un diritto che si basa sull’appartenenza religiosa ma che ugualmente non pone tutti sullo stesso piano, Israele deve mantenere una struttura piramidale per controllare e sfruttare.
Popolerai una colonia, una città, un avamposto o un insediamento appena costruito ma sarai sempre e comunque un militare e sarà proprio il grado spillato sulla tua divisa ad attribuirti una posizione nella piramide.

In Israele, il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati viene concesso dall’impresa che compie l’assunzione ed è quindi strettamente legato al termine del contratto di lavoro. Finito il contratto si è obbligati a lasciare il paese perchè la presenza sul territorio è illegale.
Numerose proteste e manifestazioni hanno da sempre accompagnato le intenzioni del governo sionista: la deportazione forzata dei bambini, figli di immigrati, ha mosso l’indignazione dell’opinione pubblica israeliana ma il governo non ha ascoltato le proteste.
L’impossibilità di deportare i bambini ha da sempre bloccato la deportazione dei genitori e quest’ostacolo andava superato: da domenica inizieranno le deportazioni dei bambini e dei loro genitori.
Le immagini del video sono tratte da un telegiornale israeliano e riguardano le gabbie di un centro d’internamento per persone in attesa di deportazione forzata nei pressi dell’aeroporto di Ben Gurion.  Il centro è noto a tutti e tutte coloro che hanno subito una deportazione da parte dello stato sionista ma, per questa nuova misura razzista e oppressiva, le gabbie sono state allestite a “misura di bambino”.
Ecco lo spettacolo orrendo e di seguito la traduzione in italiano di quanto racconta il telegiornale:

Le pressioni dell’opinione pubblica non sono servite, e il governo prevede di cominciare le deportazioni di lavoratori migranti e dei loro bambini già da domenica.
La corrispondente Dafna Somberg ha visitato la struttura che lo stato di Israele ha preparato per la detenzione dei bambini; la struttura di accoglienza all’aeroporto Ben Gurion  è pronta e dalla prossima settimana partirà la prima ondata di arresti.
Nelle scorse settimane gli ispettori dell’unità Oz (la nuova unità di polizia dell’immigrazione, ndt) hanno cominciato un addestramento speciale per prepararsi a questo particolare tipo di arresti, per i quali lavoreranno insieme ad operatori sociali.
Nonostante le molte critiche da parte dell’opinione pubblica e le contestazioni dei mesi passati, la decisione del governo di deportare i figli dei lavoratori migranti diverrà esecutiva.
Quello che segue è un primo sguardo alla struttura che ospiterà i figli dei lavoratori migranti e le loro famiglie: così appare la struttura all’aeroporto Ben Gurion in questi giorni. Nelle scorse settimane sono stati realizzati lavori di ristrutturazione per renderla idonea ad ospitare centinaia di figli di lavoratori migranti con le loro famiglie in attesa di deportazione.
Queste sono le prime immagini delle celle destinate ai bambini, fra cui saranno presenti anche neonati con i propri genitori – letti a castello, una culla, una piccola cucina e un seggiolone.
Ogni cella ospiterà temporaneamente una famiglia, per un periodo di pochi giorni, in attesa del volo che li porterà verso il proprio paese d’origine.
In principio il progetto prevedeva che la deportazione dei bambini cominciasse a fine ottobre, dopo le vacanze, ma poichè allora le strutture non erano adatte ad ospitare bambini piccoli la deportazione è stata posticipata. Per questo i bambini e le loro famiglie hanno potuto godere di un’ingannevole stato di pace apparente.
Ma nel frattempo decine di migliaia di Shekels sono stati investiti dalla “Population, Immigration and Border Authority” (PIBA) per preparare una struttura adeguata, e a partire dalla prossima settimana qualsiasi famiglia che non risponda ai criteri per risiedere sul territorio di Israele, o la cui richiesta di soggiorno sia stata rifiutata, verrà alloggiata all’interno di questa struttura all’aeroporto di Ben Gurion, per poi essere da lì deportata.
700 richieste di regolarizzazione riguardanti minori sono state già inoltrate alla PIBA: 84 sono state rifiutate e le relative operazioni di deportazione cominceranno la prossima settimana, mentre per altre 616 la risposta arriverà a breve. Ma è stato stimato che saranno centinaia le richieste di soggiorno in Israele ad essere rifiutate, con conseguenti deportazioni verso i paesi d’origine.
Tornando alla struttura d’accoglienza, la PIBA ha fatto tutto il possibile per dare alla struttura un look più colorato ed accogliente. Giocattoli nuovi sono sparpagliati dappertutto, e un operatore sociale accompagnerà le famiglie.
La PIBA è al corrente delle profonde critiche ricevute rispetto alla deportazione dei bambini; nelle dichiarazioni di oggi l’organismo afferma che stanno mettendo in pratica una decisione del governo.
Lo spazio aperto della struttura è adiacente all’aeroporto. Dietro questi recinti ci sono gli aerei che, dalla prossima settimana, deporteranno i bambini verso un paese che non hanno mai conosciuto.

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1 risposta a Israele: iniziano le deportazioni di bambini e genitori immigrati

  1. Walter petese x Piccola Nautica Leuca scrive:

    Oggi a leuca la Piccola Nautica e la popolazione onesta è inagitazione poichè stanno istasllando un radar di profondità a micro onde sulla costa per sorvegliare gli sbarchi clandestini, noi e non solo riteniamo inutile e pericolosa questa istallazione che aggiunge altri danni alla costa, alla fauna, alla flora terrestre e marina e al territorio non per ultimo alle persone che navigano in un infinito andirivieni per vedere gli interni delle grotte illecitamente e contro il divieto di ingresso a motore e marcia innestata della Capitanerie e delle leggi di stato, stiamo parlanod delparco otranto-leuca in Salento ove aLeuca ditte come la Piccola Nautica Petese e non solo da anni introduce turisti nelle grotte con metodi e modalità vietate e pericolose per la salute pubblica. Denunciate già in procura si attendono riscontri, nel frattempo si monta un radar a microonde e la popolazione insorge…vedere gruppo su facebook alla voce radar pericoloso gagliano. Walter petese x Piccola Nautica Leuca

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