Dal campo profughi di Aida: giornata di lotta in solidarietà con Arafat Jaradat

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Ieri al campo profughi di Aida ci sono stati duri scontri tra forze di occupazione israeliane e i giovani palestinesi dei campi profughi di Aida, al-Azza e Diesha in solidarietà con il martire Arafat Jaradat, 30 anni padre di due figli, ucciso l’altro ieri dalla polizia carceraria israeliana, in seguito alle percosse subite durante l’interrogatorio. Gli shebab (arabo per “giovani palestinesi”) hanno dato vita ad un corteo verso la tomba di Rachele, vicino al campo profughi di Aida.

La manifestazione è stata subito interrotta dall’intervento dei soldati israeliani, che hanno sparato lacrimogeni e proiettili rivestiti di gomma e non, colpendo due bambini di 10 e 11 anni. Quest’ultimo, Mohammed Khaled al-Kurd, è stato trapassato all’altezza del polmone sinistro, ed è stato subito ricoverato in fin di vita all’Ospedale di Beit Jallah, a Bethlemme. Questa volta i soldati israeliani hanno fatto uso di silenziatori per sorprendere il giovane, che stava giocando con dei suoi amici.

In tutta risposta i giovani palestinesi hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie molotov contro la torretta di controllo israeliana vicino ad Aida, bruciando anche diversi pneumatici. I soldati, nascosti all’interno della torretta, hanno più volte sparato lacrimogeni CS e protietti di metallo rivestiti di gomma dura ad altezza d’uomo. Gli scontri sono continuati fino a tarda serata.

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