Saffa: l’esercito continua ad attaccare agricoltori e solidali

tradotto da: http://palestinesolidarityproject.org/
Saffa, 14 Novembre 2010

5 internazionali attivisti sono stati arrestati questa mattina mentre accompagnavano i contadini alla propria terra a Beit Ommar, nella zona di Saffa.
Per la terza volta in questa settimana, un gruppo di circa 10 pelestinesi ed attivisti internazionali accompagnavano Sheik Muhammad Aady a lavorare la sua terra vicino la colonia Bat Ayn. I soldati negano da tempo l’accesso alle terre di Saffa, individuate come prossime all’annessione.

I volontari hanno lavorato per quasi un’ora dissodando la terra prima di essere fermati da un gruppo di soldati. Questi hanno dichiarato tutti in stato d’arresto, identificato molti attivisti e costretto tutti a tornare nelle case fuori dalla terra.
I 5 attivisti presenti sono stati caricari sulle jeep e trasportati alla stazione di polizia all’interno della colonia Gush Etzion, dove sono stati trattenuti per 7 ore. Durante l’arresto un attivista è stato colpito alla testa da un soldato riportando lievi contusioni.

Gli/le attivisti/e sono state/i accusate/i di aver violato una zona militare chiusa, nonostante non siano mai stati avvisati prima dell’arresto, e gli è stato proibito di essere a Saffa per 2 settimane.
Secondo una decisione della corte suprema nel 2004, l’ordine di “zona militare chiusa” non può essere applicato ai proprietari della terra, rendendo illegale l’allontamento forzato.

Sei attivisti internazionali furono arrestati la scorsa domenica mentre accompagnavano i contadini alla loro terra. Inoltre, un gruppo più grande di attivisti è stato attaccato con il lancio di lacrimogeni questo sabato.

Martedì, un gruppo di agricoltori che si recava alla propria terra senza il sostegno dei solidali internazionali, sono stati assediati nelle loro terre per 5 ore e minacciati d’arresto se fossero ritornati a coltivare. Nonostante tutti i contadini avessero i documenti che accertassero la proprietà delle terre, i militari continuano a dichiarare che le certificazioni non sono valide, dichiarando così l’intenzione di voler cofiscare le terre per annetterle alla colonia di Bat Ayn.

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