I PARTECIPANTI ALLA GAZA FREEDOM MARCH RIFIUTANO L´OFFERTA EGIZIANA DI FAR ENTRARE SOLO 100 PERSONE A GAZA.
Cerca
-
Articoli
- Roma 29 novembre in piazza a fianco della resistenza palestinese
- Giovedì 22 ottobre #Roma in piazza per la palestina in lotta
- Campo Estivo 2015 – Aida Camp
- marzo 2015 testimonianze dall’Egitto – carcere di Abu Zaabal
- Incursioni israeliane ad Aida Camp, 22/02/2015
- Strategie e pratiche della campagna BDS a Roma 10-11 gennaio L.O.A. ACROBAX
- Roma anche a Natale boicotta l’Apartheid israeliana
- Azione di boicottaggio contro la partecipazione israeliana all’EXPO 2015
- 21 dicembre Roma… per un #NataleApartheidFree
- Aida resiste!
Categorie
- Aida camp (67)
- Approfondimenti (57)
- Boicottaggio (87)
- Campagne (17)
- Download (1)
- Egitto (52)
- Freepalestine (34)
- Gaza (52)
- General (76)
- Homonationalism (7)
- Iniziative (29)
- Libano (2)
- Movi[e]ng to Gaza (3)
- Musica racconti poesie (20)
- Notizie (304)
- Queer pinkwashing (14)
- Raccolta olive (7)
- Speciale palestina (3)
- Sport sotto l'assedio (14)
- Summer camp (8)
- Video (22)
Commenti recenti
- Secondo il M5S, i tagliagole islamici di Isis "vanno capiti con calma e rispetto" - Pagina 178 su Boicotta SodaStream: colonialismo frizzante, ecologia dell’occupante
- Ruben Coco su Boicotta
- Sandro su Aida camp – summer camp 2014
- freepalestine su Roma: azione alla sede della HP
- Roma sede della HP Hewlett-Packard “Expanding Possibilities” in massacri, occupazione militare e colonialismo in Palestina | News of the World su Roma: azione alla sede della HP
Approfondimenti
Boicottaggio
Dalla Palestina
Informazione
Links
Tag
- Aida Camp
- Amal Al Mustakbal
- apartheid
- bds
- betlemme
- Bil'in
- boicottaggio
- boicottaggio accademico
- carcere
- coloni
- colonie
- comitati popolari
- corteo
- donne
- Egitto
- esercito
- esercito israeliano
- espansione colonie
- Gaza
- Gerusalemme
- Gush Etzion
- hebron
- israele
- migranti
- muro
- Nabi Saleh
- nablus
- nakba
- occupazione
- palestina
- Pinkwashing
- prigionieri
- prigionieri politici
- razzismo
- repressione
- resistenza
- resistenza popolare
- Roma
- SCAF
- solidarietà
- summer camp
- tel aviv
- turismo
- violenza coloni
- vittorio arrigoni
Archivi
- Novembre 2015
- Ottobre 2015
- Aprile 2015
- Febbraio 2015
- Gennaio 2015
- Dicembre 2014
- Ottobre 2014
- Settembre 2014
- Agosto 2014
- Luglio 2014
- Giugno 2014
- Aprile 2014
- Marzo 2014
- Febbraio 2014
- Gennaio 2014
- Dicembre 2013
- Novembre 2013
- Ottobre 2013
- Settembre 2013
- Agosto 2013
- Luglio 2013
- Giugno 2013
- Maggio 2013
- Aprile 2013
- Marzo 2013
- Febbraio 2013
- Gennaio 2013
- Dicembre 2012
- Novembre 2012
- Ottobre 2012
- Settembre 2012
- Agosto 2012
- Luglio 2012
- Giugno 2012
- Maggio 2012
- Aprile 2012
- Marzo 2012
- Febbraio 2012
- Gennaio 2012
- Dicembre 2011
- Novembre 2011
- Ottobre 2011
- Settembre 2011
- Agosto 2011
- Luglio 2011
- Giugno 2011
- Maggio 2011
- Aprile 2011
- Marzo 2011
- Febbraio 2011
- Gennaio 2011
- Dicembre 2010
- Novembre 2010
- Ottobre 2010
- Settembre 2010
- Agosto 2010
- Luglio 2010
- Giugno 2010
- Maggio 2010
- Aprile 2010
- Marzo 2010
- Febbraio 2010
- Gennaio 2010
- Dicembre 2009
- Novembre 2009
- Ottobre 2009
- Marzo 2009
- Novembre 2007
- Giugno 2007
- Maggio 2007
- Aprile 2007
- Marzo 2007
- Gennaio 2007
- Dicembre 2006
Log in
Oggi, ad un anno dall’ultimo massacro nella striscia di Gaza, un gruppo di antirazzisti e antirazziste di Roma ha deciso di dare voce alle 1.415 vittime dell’attacco dell’esercito israeliano. Sulla statua di Mazzini all’Aventino che si trova all’incrocio tra i fautori di questo massacro, lo stato d’Israele (candelabro) e gli USA (consolato), davanti alla Bocca della verità e sulla statua di Pasquino dietro piazza Navona sono apparsi dei cartelli con i nomi delle vittime palestinesi dell’Operazione Piombo Fuso. Su alcuni cartelli si leggeva “Roma ricorda: a Gaza il fosforo bianco brucia ancora” e “Roma non dimentica: morti, malattie, malformazioni. Stop apartheid Palestina Libera“. Mentre l’amministrazione della città continua a sostenere direttamente le politiche assassine dello stato d’israele, chi vive le strade e abita la città non dimentica la spietata occupazione militare dei territori palestinesi, la segregazione di un intera popolazione, l’espropriazione continua delle terre volta a garantire il terreno di conquista per il propagarsi delle colonie, le deportazioni e la costrizione a sopravvivere nei campi profughi e l’ultimo bombardamento a Gaza.
Da il foglio 19 dicembre:
Siete pronte e pronti a rovinare la festa ed il clima di finta felicità che accompagna le giornate di fine Dicembre?
I bombardamenti israeliani a Gaza del 2006 e del 2009 hanno lasciato sul terreno forti concentrazioni di metalli tossici, che possono provocare nella popolazione tumori, problemi di fertilità e gravi effetti sui nuovi nati, come malformazioni e patologie di origine genetica. Questi metalli sono in particolare tungsteno, mercurio, molibdeno, cadmio e cobalto. E’ il risultato di uno studio condotto da New Weapons Research Group (Nwrc), una commissione indipendente di scienziati basata in Italia che studia l’impiego delle armi non convenzionali e i loro effetti di medio periodo sui residenti delle aree in cui vengono utilizzate. Il gruppo di lavoro del Nwrc ha esaminato 4 crateri: due provocati dai bombardamenti del luglio 2006, uno nella città di Beit Hanoun e uno nel campo profughi di Jabalia, e due provocati da bombe sganciate nel gennaio 2009 a Tufah, sobborgo di Gaza City. Inoltre ha analizzato la polvere residua all’interno del guscio di una bomba (THS89D112-003 155mm M825E11) al fosforo bianco esplosa vicino all’ospedale di Al Wafa, nel gennaio 2009.
Venerdi’ 11 dicembre un nutrito gruppo di attivist* israelian, circa 170, si e’ ritrovato nel centro di gerusalemme per dare vita ad una manifestazione contro le occupazioni sioniste a Sheikh Jarrah, c’erano giovani donne uomini e bambini spinti dalla voglia di esprimere il loro dissenso accompagnati dai sambaattivisti e dagli anarchici contro il muro; questi uniti a circa 50 internazionali si sono mossi per le strade ricevendo piu’ dissensi che sostegno, ma l’arrivo sino al quartiere arabo e’ stato pacifico e concreto. All’arrivo difronte alla casa divisa nelle ultime settimane, tutti gli attivisti si sono riversati nel giardino, suonando e scandendo ad alta voce il proprio dissenso. I militari erano schierati in piccolo numero di fronte alla porta dell casa, a protezione dei coloni all’interno.